AMICI MIEI, STORIA DI PASSIONE E DEL CALCIO CHE FU!
Martedì 06 Marzo 2012

Categoria: Campionati
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Il tempo si è fermato. O non è mai passato?
Oggi le gambe fanno un po' male.

Più che male, sono dure...

Da quanto è che non giocavo una partita a pallone? Direi 3 anni!!!

Un tempo memorabile!

Ricordo che quando ero ragazzo pensavo : "anche quando sarò grande giocherò sempre a pallone, niente e nessuno potranno impedirmi di giocare sempre a pallone!".

Avevo 16 anni, forse qualcuno in piu... A quel tempo giocavo tutti i giorni, tutto il giorno... 

Giocavo, giocavo e... giocavo: lo studio era solo  un ostacolo alla passione, un aspetto marginale di una vita dedicata al calcio.

A quel tempo esisteva il "Super Tele". I più giovani non lo ricorderanno, ma i più "datati",  come me,  sanno - eccome se lo sanno - cosa sia il Super Tele!!!

Era un pallone (se così lo si voleva chiamare) che si comprava in edicola, dal giornalaio. Era di plastica, e costava 500 lire... I suoi "scacchi" erano neri e bianchi. Ma c'era anche la versione blu-nera e rosso-nera.

Era talmente leggero che volava nel senso vero della parola:  prendeva traiettorie assurde ed imprevedibili. Ecco che un tiro maldestro, magari dei più scarsi ,finiva nel "sette" come se fosse stato una  punizione calciata da  Zico e Platini (i nostri miti inarrivabili di allora).

Un tiro dei più bravi, invece, magari finiva nei rovi o nell'orto del contadino più incazzoso al mondo. Era un pallone che  non riconosceva i buoni da i "grammi"...

I ragazzi più "abbienti", invece,  potevano invece permettersi  il "Tango". Lo ricordate?

Era un pallone più pesante,  che non svolazzava al primo sussulto di vento. Non era semplice poterselo permettere: il suo costo era sulle 2-3 mila lire.

Era sempre "plasticaccia" , ma decisamente più morbida.

Quando qualcuno dei nostri amici si presentava con un Tango, pensavamo fosse veramente un ragazzo fortunato (e benestante!).

I palloni di cuoio si vedevano solo in televisione. Ricordo che in piazzetta nessuno aveva un pallone di cuoio. Chi lo aveva era davvero un "figlio di papà", certamente  qualcuno che si distingueva dalla massa di noi "poveracci". 

I palloni di cuoio di allora (prezzo di mercato che arrivava fino a 50 mila lire!)  erano cuciti a mano: le cuciture erano evidenti, l'odore era quello tipico del cuoio. Chissà se quei palloni venivano confezionati dai bambini del Bangladesh :nessuno si poneva questo quesito, certo non noi !!!

Ma chi lo aveva (quei pochi eletti) si guardava bene dal portarlo per strada: il rischio che si perdesse (o venisse rubato dai più " grandi") era troppo alto.

Cresciuto a "pane e calcio": mi è sempre piaciuto definirmi così!

Ogni giorno con un pallone in mano, tutto il giorno con la testa nel pallone.

Se trovavo un pallone per la strada (sgonfio o bucato che fosse) lo portavo a casa. Ricordo che ad un certo punto sul poggiolo di casa mia ci saranno stati almeno 30 palloni...

Impossibile pensare che un giorno sarei riuscito a non giocare per 3 anni di seguito...

Era Natale, il giorno dei giocattoli e delle famiglie riunite. Ma alle 2 del pomeriggio il citofono suona: chi sarà?

E' Andrea Collidà (oggi stimato medico) che alle 2 del pomeriggio di Natale vuole andare a fare due tiri al "campetto". 

Certo non si può dire di no!!! I  2 tiri diventano 20, 200, forse 2000.... 

Vallo dire adesso, ai ragazzi di 20 anni, di scendere in piazzetta il giorno di Natale per andare a tirare 2 calci al pallone.... Ti fanno una di quelle leve...

La passione è la passione: quei 2 tiri "natalizi" si trasformano nelle   prime partite di quartiere e nei   primi tornei sul campetto della parrocchia.

Alzi la mano chi sa  dire cosa è  una "americana".... Potremmo provare a fare un concorso a premi per chi indovina, ma il rischio potrebbe essere quello di non consegnare il premio a nessuno...

I più vecchi, come me, risponderebbero subito:  l'" americana" (nessuno sa poi perchè veniva chiamata cosi!) era una sfida uno contro uno (a volte due contro due) , con un portiere solo (e ovviamente una sola porta).

I "contendenti" erano una volta attaccanti e una volta difensori (a seconda dello sviluppo dell'azione), e il malcapitato portiere di turno (che per rilanciare il pallone lo faceva di spalle per evitare di favorire uno dei due giocatori i) si faceva bombardare da tiri a ripetizione. Ma godeva per quel bombardamento!

Chi l'avrebbe detto che da una "americana" su un terreno polveroso sarebbe nata negli anni una organizzazione sportiva oggi meglio identificata con il nome "Calcio Liguria"?

Si potrebbe scrivere un libro di racconti e aneddoti, per rievocare un calcio che fu in cui i meno giovani  (magari coloro che partecipano ai campionati Over 35 e Over 39) si riescono ancora ad identificare.

Mentre scrivo mi fa male la schiena. Le gambe sono dure come  quegli "stokke" che gli svedesi allineano al sole per farli essicare.

Ma quello che provo è qualcosa che non si può spiegare: l'emozione  di aver giocato (a 44 anni) con gli amici di allora.

Il tempo di scendere in campo e guardarsi in faccia , per capire che sembravano passate solo poche ore dall'ultima volta che avevamo giocato assieme.

Ho avuto l'impressione, per un attimo, che il tempo si fosse fermato!!!

Non abbiamo neppure dovuto parlare, nè farci domande. Prima che l'arbitro desse il via al match, i "ragazzi" erano posizionati nello stesso modo di sempre.

La Foxcat 94 (chi la ricorda?) è stata una squadra più che dignitosa che, alla fine degli anni '90 (ma anche in tmpi più recenti)  si è tolta diverse soddisfazioni. Non c'erano fenomeni o leader , ma un gruppo di "amici" veri cresciuti a pane e calcio.

Il calcio cambia e si evolve, ma la "regola" è sempre la stessa: " metti un gruppo di amici veri, falli giocare insieme, e i risultati non mancheranno..."

Ci vorrebbe un compleanno ogni giorno per farci ritrovare!!!

C'è chi festeggia un compleanno andando a sciare o al mare, c'è chi lo festeggia mangiando come uno struzzo e bevendo l'inverosimile: io lo festeggio in campo!!!

Questo è il giusto compleanno per chi è cresciuto a "pane e calcio" come me: riunisci gli amici che non vedi da anni, li convinci a mettersi maglietta e calzoncini come ai vecchi tempi. Il resto viene da sè: appena scendi in campo sei schierato nello stesso identico modo di sempre, nonostante siano pasati 20 anni!!! Che spettacolo!

Ed eccoci qui, sul campo di Coronata (che poi non è così male ..) a rievocare i vecchi tempi con una partita che nessuno vuole perdere.

Non ci manca neppure la fotografa ufficiale: Laura Rizza è in versione "gruppo vacanze piemonte" e immortala i momenti della serata. 

Pazienza se il mio  compleanno è stato il 22 gennaio! Ogni giorno è buono per fare una "festa"...

E allora festeggiamo un  doppio compleanno: quello del sottoscritto e quello di Fulvio Comini, entrambi nati il 22 gennaio di qualche decennio fa...

Di Comini vogliamo parlare? Ecco un altro cresciuto a "pane calcio"! Ti basta chiamarlo per essere certo che l'organizzazione sarà impeccabille: maglie, calzoncini, calzettoni e palloni. Non manca proprio nulla!!!

In campo siamo avversari, il "menaggio" è già iniziato da quale giorno: " Non gioco da 3 anni, pensarei mica che scendo  in campo per perdere?" , ho detto a Comini (soprannominato Cominovic!) 

I nostri  tocchi di palla  sono  "portoghesi" (come ama definirli lo "Sciamano "Cristiano Francomacaro, vero stratega e poeta del "calcio bailato") .

Tutto "di prima", il pallone che gira e non si alza mai da terra, mentre gli avversari stanno a guardare...

"Si vede che giocavate insieme, siete bravi!!!" dice Marcello Vinelli, esperto allenatore di calcio a 5 e calcio femminile.

Dopo 15 minuti siamo già sopra di 5 gol!!!

Meglio allora equilibrare le formazioni, daodo alla partita maggiore bilanciamento. Alla fine finisce 8-6 per noi...

"Se invertivamo i portieri - dice il dott. Andrea Collidà - perdevamo  40 a 5...."

Come dargli torto? Il nostro estremo difensore, il bravo e simpatico  giornalista Gianluca Tropella, para l'impossibile: alla fine sarà il migliore in campo...

Da allora, inevitabilmente, i  nostri anni sono aumentati, e con loro anche qualche pancia è lievitata.

Francesco Pisani. Marco D'Amoia, il dott. Andrea Collidà, Cristiano Francomacaro
 e il sottoscritto: in 5 facciamo qualcosa come 225 anni !!! Che tristezza!!!!

Perfino Luca Nattino (bomber verace e storico dei campionati targati Calcio Liguria) si avvicina ai 40 anni... Era un bambino quando ha iniziato a giocare con noi, oggi se lo guardi bene ha qualche capello bianco anche lui. 

L'arbitro Salvatore Rizza dirige le danze con la maglia dell'internazionale  Mauro Bergonzi: direzione arbitrale perfetta la sua  (con la pecca di un rigore negato a Marcello Vinelli).

Dall'altra parte i nostri  avversari non vogliono certo perdere: sono in balia degli eventi per un quarto d'ora, ma poi il vento cambia e la partita diventa più equilibrata.

Fulvio Comini non vuole arrendersi, e gioca alla grande....

Mauro Sutto, storico magazziniere della Samp campione d'italia 90-91, segna un gol di rara bellezza.

Daniele Introna , capo degli arbitri Aiacam, azzoppa il dott. Collidà, il quale si auto-visita sentenziando per lui la rottura di una rotula. Che esagerazione, madonna ! Dopo 10 minuti è nuovamente in campo... (anche se l'entrata di Introna è in effetti un po' ruvida...: roba da cartellino giallo!!!).

Il maestro Massimo Morini, ancora vincitore per il terzo anno consecutivo  a Sanremo (quest'anno nella  direzione tecnica di Emma Morone ) si danna anima e corpo.

Maurizio Amorfini, Mirco Chiaverini  e Filippo Doglio corrono come pazzi: che bello avere 25 anni!!! Beati loro!

Arriva il triplice fischio, che ci consacra vincitori del match!!!

In tutto quasi 75 minuti di partita: avrei giocato ancora un' ora,  da quanta voglia avevo...

La gioia non è il risultato, ma l'entusiasmo di esserci ritrovati, aver giocato nuovamente insieme, e aver condiviso con amici vecchi e nuovi questa emozione.

E' il momento del "terzo tempo", quello in cui ciu si ritrova davanti ad un bel  tavolo imbandito e a qualche boccale di birra.

Il finale deve ancora venire: sale in cattedra "Boso" Claudio  Bosotin, storico capo Ultras. I racconti e gli aneddoti si sprecano, roba da lacrime agli occhi... Quando lo senti parlare dei "segreti dello spogliatoio" capisci la differnza tra una squadra che vince (la Samp di allora) e una che tracheggia in Serie B (quella di oggi). 

Oltre a Bosotin c'è anche "Rambo" , altro personaggio storico che ha fondato con "Boso" gli Ultras: la cosa incredibile è che lui è Genoano...

Serate da ricordare, come non si possono  dimenticare le nostre partitelle di 25 anni fa...

Questa sera il tempo si è fermato, o meglio sembrava non fosse mai passato! Un viaggio nel tempo, nella memoria, con gli stessi amici di allora e con la sensazione di percepire i profumi e le emozioni di sempre.

Oggi le gambe mi fanno male, la schiena fa cric-crac: ma che me ne frega???

Grazie a tutti, per questo bellissimo regalo di compleanno!!!

SANDRO SCARRONE
Presidente asd CALCIO LIGURIA-CSEN 


 

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