Il tempo si è fermato. O non è mai passato?
Oggi le gambe fanno un po' male.
Più che male, sono dure...
Da quanto è che non giocavo una
partita a pallone? Direi 3 anni!!!
Un tempo memorabile!
Ricordo che quando ero ragazzo pensavo :
"anche quando sarò grande giocherò sempre a pallone, niente e nessuno potranno impedirmi di giocare sempre a pallone!".Avevo 16 anni, forse qualcuno in piu... A quel tempo giocavo
tutti i giorni, tutto il giorno... Giocavo, giocavo e... giocavo: lo
studio era solo un ostacolo alla passione, un aspetto marginale di
una vita dedicata al calcio.A quel tempo esisteva il
"Super Tele". I più giovani non lo ricorderanno, ma i più "datati", come me, sanno - eccome se lo sanno - cosa sia il
Super Tele!!!Era un
pallone (se così lo si voleva chiamare) che si comprava in edicola, dal giornalaio. Era di plastica, e costava
500 lire... I suoi "scacchi" erano neri e bianchi. Ma c'era anche la versione blu-nera e rosso-nera.
Era talmente leggero che volava nel senso vero della parola: prendeva
traiettorie assurde ed imprevedibili. Ecco che un tiro maldestro, magari dei
più scarsi ,finiva nel "sette" come se fosse stato una punizione calciata da
Zico e Platini (i nostri miti inarrivabili di allora).
Un tiro dei
più bravi, invece, magari finiva nei rovi o nell'orto del contadino più incazzoso al mondo. Era un pallone che non riconosceva i buoni da i "grammi"...
I ragazzi più "abbienti", invece, potevano invece permettersi il
"Tango". Lo ricordate?
Era un
pallone più pesante, che non svolazzava al primo sussulto di vento. Non era semplice poterselo permettere: il suo costo era sulle
2-3 mila lire.Era sempre
"plasticaccia" , ma decisamente più morbida.
Quando qualcuno dei nostri amici si presentava con un
Tango, pensavamo fosse veramente un ragazzo fortunato (e benestante!).
I
palloni di cuoio si vedevano solo in
televisione. Ricordo che in piazzetta nessuno aveva un
pallone di cuoio. Chi lo aveva era davvero un
"figlio di papà", certamente qualcuno che si distingueva dalla massa di noi "poveracci".
I
palloni di cuoio di allora (prezzo di mercato che arrivava fino a
50 mila lire!) erano cuciti a mano: le cuciture erano evidenti, l'odore era quello tipico del cuoio. Chissà se quei palloni venivano confezionati dai
bambini del Bangladesh :nessuno si poneva questo quesito, certo non noi !!!
Ma chi lo aveva (quei pochi eletti) si guardava bene dal portarlo per strada: il rischio che si perdesse (o venisse rubato dai più " grandi") era troppo alto.
Cresciuto a "pane e calcio": mi è sempre piaciuto definirmi così!
Ogni giorno con un pallone in mano, tutto il giorno con la testa nel pallone.
Se trovavo un
pallone per la strada (sgonfio o bucato che fosse) lo portavo a casa. Ricordo che ad un certo punto sul poggiolo di casa mia ci saranno stati almeno 30 palloni...
Impossibile pensare che un giorno sarei riuscito a non giocare per 3 anni di seguito...
Era
Natale, il giorno dei giocattoli e delle famiglie riunite. Ma alle 2 del pomeriggio il citofono suona: chi sarà?
E'
Andrea Collidà (oggi stimato medico) che
alle 2 del pomeriggio di Natale vuole andare a fare
due tiri al
"campetto". Certo non si può dire di no!!! I 2 tiri diventano 20, 200, forse 2000....
Vallo dire adesso, ai ragazzi di 20 anni, di
scendere in piazzetta il giorno di Natale per andare a tirare
2 calci al pallone.... Ti fanno una di quelle leve...
La passione è la passione: quei
2 tiri "natalizi" si trasformano nelle prime partite di quartiere e nei
primi tornei sul campetto della parrocchia.
Alzi la mano chi sa dire cosa è una
"americana".... Potremmo provare a fare un
concorso a premi per chi indovina, ma il rischio potrebbe essere quello di non consegnare il premio a nessuno...
I più vecchi, come me, risponderebbero subito: l'
" americana" (nessuno sa poi perchè veniva chiamata cosi!) era una sfida uno contro uno (a volte due contro due) , con un portiere solo (e ovviamente una sola porta).
I
"contendenti" erano una volta attaccanti e una volta difensori (a seconda dello sviluppo dell'azione), e il malcapitato
portiere di turno (che per
rilanciare il pallone lo faceva di spalle per evitare di favorire uno dei due giocatori i) si faceva bombardare da tiri a ripetizione. Ma godeva per quel bombardamento!
Chi l'avrebbe detto che da una
"americana" su un terreno polveroso sarebbe nata negli anni una
organizzazione sportiva oggi meglio identificata con il nome
"Calcio Liguria"?Si potrebbe
scrivere un libro di racconti e aneddoti, per
rievocare un calcio che fu in cui i meno giovani (magari coloro che partecipano ai
campionati Over 35 e Over 39) si riescono ancora ad identificare.
Mentre scrivo mi fa male la schiena. Le gambe sono dure come quegli
"stokke" che gli svedesi allineano al sole per farli essicare.
Ma quello che provo è qualcosa che non si può spiegare: l
'emozione di aver giocato (a 44 anni) con gli
amici di allora.
Il tempo di
scendere in campo e guardarsi in faccia , per capire che sembravano passate solo poche ore dall'ultima volta che avevamo giocato assieme.
Ho avuto l'impressione, per un attimo, che il tempo si fosse fermato!!!
Non abbiamo neppure dovuto parlare, nè farci domande. Prima che
l'arbitro desse il via al match, i
"ragazzi" erano posizionati nello stesso modo di sempre.
La
Foxcat 94 (chi la ricorda?) è stata una squadra più che dignitosa che, alla fine degli anni '90 (ma anche in tmpi più recenti) si è tolta diverse soddisfazioni. Non c'erano fenomeni o leader , ma un
gruppo di "amici" veri cresciuti a
pane e calcio.Il
calcio cambia e si evolve, ma la "regola" è sempre la stessa:
" metti un gruppo di amici veri, falli giocare insieme, e i risultati non mancheranno..."Ci vorrebbe un
compleanno ogni giorno per farci ritrovare!!!
C'è chi festeggia un
compleanno andando a sciare o al mare, c'è chi lo festeggia mangiando come uno struzzo e bevendo l'inverosimile:
io lo festeggio in campo!!!Questo è il giusto
compleanno per chi è
cresciuto a "pane e calcio" come me: riunisci gli amici che non vedi da anni, li convinci a mettersi maglietta e calzoncini come ai vecchi tempi. Il resto viene da sè: appena
scendi in campo sei schierato nello stesso identico modo di sempre, nonostante siano pasati 20 anni!!!
Che spettacolo!Ed eccoci qui, sul campo di
Coronata (che poi non è così male ..) a
rievocare i vecchi tempi con una
partita che nessuno vuole perdere.
Non ci manca neppure la
fotografa ufficiale: Laura Rizza è in versione
"gruppo vacanze piemonte" e immortala i momenti della serata.
Pazienza se il mio compleanno è stato il
22 gennaio! Ogni giorno è buono per fare una
"festa"...E allora festeggiamo un
doppio compleanno: quello del sottoscritto e quello di
Fulvio Comini, entrambi nati il
22 gennaio di qualche decennio fa...
Di
Comini vogliamo parlare? Ecco un altro cresciuto a
"pane calcio"! Ti basta chiamarlo per essere certo che l
'organizzazione sarà impeccabille: maglie, calzoncini, calzettoni e palloni. Non manca proprio nulla!!!
In campo siamo avversari, il
"menaggio" è già iniziato da quale giorno:
" Non gioco da 3 anni, pensarei mica che scendo in campo per perdere?" , ho detto a
Comini (soprannominato
Cominovic!) I nostri
tocchi di palla sono
"portoghesi" (come ama definirli lo
"Sciamano "Cristiano Francomacaro, vero stratega e poeta del
"calcio bailato") .
Tutto
"di prima", il pallone che gira e non si alza mai da terra, mentre gli avversari stanno a guardare...
"Si vede che giocavate insieme, siete bravi!!!" dice
Marcello Vinelli, esperto allenatore di
calcio a 5 e calcio femminile.Dopo 15 minuti siamo
già sopra di 5 gol!!!Meglio allora equilibrare le formazioni, daodo alla partita maggiore bilanciamento. Alla fine finisce
8-6 per noi...
"Se invertivamo i portieri - dice il dott.
Andrea Collidà -
perdevamo 40 a 5...."Come dargli torto? Il nostro estremo difensore, il bravo e simpatico giornalista
Gianluca Tropella, para l'impossibile: alla fine sarà il
migliore in campo...Da allora, inevitabilmente, i nostri anni sono aumentati, e con loro anche
qualche pancia è lievitata.
Francesco Pisani. Marco D'Amoia, il dott. Andrea Collidà, Cristiano Francomacaro e il sottoscritto: in 5 facciamo qualcosa come
225 anni !!! Che tristezza!!!!
Perfino
Luca Nattino (bomber verace e storico dei campionati targati
Calcio Liguria) si avvicina ai 40 anni... Era un bambino quando ha iniziato a giocare con noi, oggi se lo guardi bene ha qualche
capello bianco anche lui.
L'arbitro
Salvatore Rizza dirige le danze con la maglia dell'internazionale
Mauro Bergonzi: direzione arbitrale perfetta la sua (con la pecca di un rigore negato a
Marcello Vinelli).
Dall'altra parte i nostri avversari non vogliono certo perdere: sono
in balia degli eventi per un quarto d'ora, ma poi il vento cambia e la partita diventa più equilibrata.
Fulvio Comini non vuole arrendersi, e gioca alla grande....
Mauro Sutto, storico magazziniere della
Samp campione d'italia 90-91, segna un gol di rara bellezza.
Daniele Introna , capo degli arbitri
Aiacam, azzoppa il
dott. Collidà, il quale si
auto-visita sentenziando per lui la rottura di una rotula. Che esagerazione, madonna ! Dopo 10 minuti è nuovamente in campo... (anche se l'entrata di
Introna è in effetti un po' ruvida...: roba da
cartellino giallo!!!).Il maestro
Massimo Morini, ancora vincitore per il terzo anno consecutivo a
Sanremo (quest'anno nella direzione tecnica di
Emma Morone ) si danna anima e corpo.
Maurizio Amorfini, Mirco Chiaverini e Filippo Doglio corrono come pazzi: che bello avere 25 anni!!! Beati loro!
Arriva il
triplice fischio, che ci consacra vincitori del match!!!
In tutto
quasi 75 minuti di partita: avrei giocato ancora un' ora, da quanta voglia avevo...
La
gioia non è il risultato, ma l
'entusiasmo di esserci ritrovati, aver giocato nuovamente insieme, e aver condiviso con
amici vecchi e nuovi questa
emozione.E' il momento del
"terzo tempo", quello in cui ciu si ritrova davanti ad un bel
tavolo imbandito e a qualche
boccale di birra.
Il finale deve ancora venire: sale in cattedra
"Boso" Claudio Bosotin, storico capo
Ultras. I racconti e gli aneddoti si sprecano, roba da lacrime agli occhi... Quando lo senti parlare dei
"segreti dello spogliatoio" capisci la differnza tra una squadra che vince (la
Samp di allora) e una che tracheggia in
Serie B (quella di oggi).
Oltre a Bosotin c'è anche
"Rambo" , altro personaggio storico che ha fondato con
"Boso" gli
Ultras: la cosa incredibile è che lui è
Genoano...Serate da ricordare, come non si possono dimenticare le nostre
partitelle di 25 anni fa...
Questa sera
il tempo si è fermato, o meglio sembrava non fosse
mai passato! Un
viaggio nel tempo, nella
memoria, con gli stessi
amici di allora e con la sensazione di percepire i profumi e le
emozioni di sempre.
Oggi le gambe mi fanno male, la schiena fa cric-crac:
ma che me ne frega???Grazie a tutti, per questo bellissimo regalo di compleanno!!!SANDRO SCARRONEPresidente asd CALCIO LIGURIA-CSEN