BARCHE DI CARTA, CALCINACCI E.... MOJITO F.C.!!!
Lunedì 05 Marzo 2012

Categoria: Girone E (A1)
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La storia della Mojito Fc diventa un romanzo!

Chiudete gli occhi!

Immaginate di essere su una spiaggia bianca e assalota, circondata di palme da cocco verdissime.

Un mare calmo e trasparente accieca i sensi, mentre le note di un ritmo latino scaldano il cuore e risvegliano i bollenti spiriti.

Il profumo del rum e della menta  si mescolano in una bevanda ghiacciata che rinfresca e scalda l'anima allo stesso tempo : il Mojito!

Riaprite gli occhi! Era solo un sogno!

Ora siete solo in Piazza Colombo (piazza che non si capisce se deve il suo nome al celebre navigatore o ai volatici che ci vivono...)

E' l'estate del 2006, e alcuni giovanotti (appartenenti a diversi gruppi scout)  si ritrovano lì.

Tra questi c'è Carlo Mosca (il "purtie"). A lui si deve la paternità del nome della squadra: Mojito FC!

Il nome prende spunto da una canzone in voga, che trovate più sotto a degna conlsuione della storia che vi raccontiamo. 

Tra una chiacchiera e l'altra,  ecco la più classica delle idee: "Perchè non formiamo una squadretta"?

L'idea è ottima! Una serie di telefonate, e tutto diventa pronto  per disputare la prima, sospirata,  amichevole!!!

Per giocare a pallone, tuttavia, occorre una cosa: il pallone!!!

Una volta scesi in campo basta poco per capire che nessuno (ma proprio nessuno) si è ricordato di portare l'attrezzo del "mestiere".

Per la serie: "quando nella vita  si danno per sscontate le cose..."

Senza pallone non resta che una cosa da fare: andare tutti al pub e riderci sopra!!!

In questa prima "disavventura" è racchiuso tutto lo spirito amatoriale delle Mojito Fc, simpatica e gogliardica formazione che da diversi anni partecipa ai Campionati organizzati da Calcio Liguria.

La squadra si iscrive ai primi campionati: la stagione 2006-2007 è a dir poco disastrosa, con soli 7 punti all'attivo e una sola vittoria in tutto il campionato. Vittoria conquistata all'ultima giornata, contro la Genova Rent (5-3).

La gioia è incontenibile, come se la squadra avesse vinto la finale del campionato del mondo....


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Di quel campionato restano impresse le reti del baby prodigio Chinigò (allora 17 enne) e le autoreti di "Rossomalpelo" Carbone. Sono tutte documentate attraverso il blog della squadra, quel blog curato da "Ziocaviglia" e dal quale - alcuni anni dopo - sarebbe stato tratto il romanzo Barche di Carta".

Matteo Predaroli è il giovane autore del romanzo "Barche di Carta", un lavoro di grande riflessione (Ardunino Sacco Editore).

Un libro nato dalla fantasia di un ragazzo capace di unire la passione per le nuove tecnologie (il linguaggio delle chat) con quella per la scrittura.

Barche di Carta è il nome del blog da cui prende spunti il libro. Perhè Barche di Carta?

Come spiega l'autore, Matteo Predaroli, "  le Barche di Carta , seppur fragili, galleggiano se costruite sapientemente. Predaroli paragona il blog ad una baia, dove ognuno può ormeggiare la sua barchetta consapevole della sua fugacità" 

Nel 2007 la squadra si sfalda, ma sotto ogni cenere che sembra spenta c'è sempre una brace che resta accesa.

Nel libro Barche di Carta ci sono tutti questi ingredienti: le avventure della Calcinacci FC (oggi Mojito FC), i dubbi sul futuro, l'amore, la necessità di doversi trovare a parlare della morte.

Sulle Barche di Carta si viaggia dentro il cuore di una generazione che non è più adolescente e che ha paura a dedifirsi adulta.

Una generazione che dà valore all'amicizia, alla solidarietà, alla voglia di stare insieme: nel 2008 l'avventura riparte con Ziocaviglia , che si scrolla di dosso il suo vecchio nomignolo per diventare semplicemente "Il Pres".

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Ogni giocatore della squadra ha un nomignolo, un "nick-name" per usare un termine tante caro al mondo della chat: "Dome", "Biso", "Purte".

Si aggregano "L'Istrice", Riccio, Ukulele, Patabino.

Dietro alla storia della Mojito FC (e del romanzo Barche di Carta) c'è un vero e proprio "spaccato" di vita della gioventù moderna di oggi: donne e uomini alle prese con l'incertezza del proprio futuro, alle prese con i "problemi" dello studio, dell'amore,  e quelli ancora più grandi del lavoro.

Matteo Predaroli, autore del libro ma al tempo stesso "anima saggia"  della Mojito FC, conosce molto bene quel mondo e lo fa vivere mescolando sapientemente fantasia e realtà.

Il libro è scritto con il linguaggio di oggi: telematico, veloce, strampalato, ma anche frammentario.

Dietro alla Mojito FC non c'è frivolezza, ma valore vero. Quel valore fatto di ingredienti "umani", quali appunto l' amicizia.

La passione calcistica si abbina con facilità a quella eno-gastronomica: le feste a tema della Mojito FC raggiungono una straordinaria popolarità, grazie anche ai "gemellaggi" con due squadre di calcio femminile (il che non guasta certamente!).

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 L'evento di fine anno è conosciuto come il Big-One: è la serata che nessun "Mojitico" vorrebbe mai perdersi.

La stagione 2009-2010 inizia con il matrimonio del "Pres": più che un matrimonio è una festa, più che una festa è... un Big One!

 In quella "occasione" nasce anche la storica rivalità con lo Sporting Keccè.

 La squadra adesso  è pronta per nuove avventure: ritornano "MukkaPazza Picco" e Nello Di Meglio (il giovane ischitano destinato a diventare capitano e bandiera del Mojito FC).

Arriva anche bomber "Nico".

La squadra ha un allenatore: è "mister Sale". L'allenatore porta la squadra ai vertici della stagione 2010-2011, facendola lottare per il titolo fino all'ultima giornata.

Ultima giornata "galeotta", a ben vedere : la squadra si presenta al "Boschetto" per affrontare un Atletico Rizzolio che ha più poco da chiedere alla propria stagione.

L'Atletico Rizzolio  vince la sfida contro il Mojito FC,  e i nemici giurati dello  Sporting Keccè  se le ridono...

Quest'anno la Mojito FC è ripartita con grandi velleità, "rubando" (o depredando) due pedine fondamentali alle Cigale (altra squadra storica dei Campionati Calcio Liguria).

 Tra arrivi, ritorni e partenze (neppure fossimo all'aeroporto ndr) la squadra prosegue il suo cammino, ed è un "inquilino" fisso dei Campi di Coronata.

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Matteo Predaroli sa descrivere meglio di chiunque altro le sue emozioni. E' un abile conoscitore del linguaggio, e lo sa tradurre in pensieri che emozionano. La sua "chiusa" è memorabile, come meritano le ultime righe di un bel romanzo:

" Guardando indietro è bello accorgersi che l'avventura in Calcio Liguria ci ha accompagnato lungo  fasi diverse della nostra vita, come un amico fedele, che scaccia via tutte le preoccupazioni non appena giri la cuva e scorgi le luci del campo!"


ARTICOLO  SCRITTO SA SANDO SCARRONE
GRAZIE A MATTEO PREDAROLI (AUTORE DEL LIBRO "BARCHE DI CARTA")  

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