Martedì 06 Dicembre 2016
Categoria: News
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Dai campi genovesi una grande storia di umanità!
Lo sport riesce sempre a raccontare storie incredibili.
Sono storie che abbattono ogni tipo di barriera e avvicinano persone che fino a pochi mesi fa vivevano in paesi martoriati da guerre e persecuzioni.
Provengono da Gambia, Nigeria, Senegal, Bangaldes, Pakistan, da altri tertitori massacrati da odio, rivoluzioni, tumulti.Sono ragazzi giovanissimi di età compresa tra i 20 e i 25 anni.
Non parlano una sola parola di italiano, ma hanno da raccontar storie disumane di privazioni fisiche e pschichiche. Hanno affrontato viaggi da incubo, via mare, stipato du barconi delle speranza. La speranza di un futuro migliore.
Oggi sono accomunati da una storia bellissima, tutta da raccontare.
Grazie al CEIS di Genova, che ha reso possibile questa favola dei tempi moderni, questi ragazzi sono diventati una squadra di calcio amatoriale e partecipano al Campionato di SERIE A (Girone D). Hanno le loro divise, le loro scarpe da calcio e, soprattutto, hanno ritrovato la loro dignità umana.
Qualcuno li chiama migranti, altri profughi. La definizione corretta, per non incorrere in banali luighi comuni, è "richiedenti asilo politico" in quanto perseguitati nei loro paesi.
La loro passione per il calcio abbatte ogni barriera sociale.
La loro cultura calcistica è ben distante dagli esasperati tatticismi del calcio italiano, ma la loro guida tecnica (coordinata dagli esperti Stefano Giordani e Franco Bobba) ha già portato ai primi risultati significativi (vittoria contro la Pimpao per 10-3 e pareggio contro lo Schalkelletto per 2-2).
L'entuasiamso do questi ragazzi è al settimo cielo: per loro giocare a calcio è una emozione incredibile, considerando che solo pochi mesi fa erano dei perseguitati.
Grazie al calcio oggi possono vivere momenti di libertà ed emozioni allo stato puro.
Ogni partita la squadra del CEIS GENOVA è seguita da un gruppo di amici-tifosi, che raggiungono anche i campi più sperduti della città pur di non perdersi una partita.
In occasione della prima giornata di Campionato il CEIS ha organizzato un pullman da 70 persone per accompagnare la squadra al campo Tre Pini di Borgoratti.
I responsabili e i volontari del CEIS stanno portando avanti questa avventura con passione, seguendo sia le partite di Campionato sia gli allenamenti che si svolgono settimanalmente sul campo di Trasta.
Per le squadre avversarie l'approccio alle partite disputate contro la squadra del CEIS è di iniziale scetticismo: i pregiudizi razziali sono all'ordine del giorno e non tutti hanno la cultura dell'accoglienza.
Con il passare dei minuti i pregiudizi e le distanze svaiscono, questi ragzzi vogliono soltanto divertirsi e sentirsi liberi rispettando avversari e arbitri con una "cultura sportiva" da cui dovremmo imparare tutti.
E' la cultura di chi accetta le decisioni dell'arbitro e le rispetta, ma è anche la cultura di chi non gioca mai per "fregare" l'avversario o insultarlo ma, al contrario, per tendergli una mano amica durante la partita.
La stessa mano che il CEIS di Genova e CSEN Calcio Liguria hanno teso con grande amore a questi ragazzi per farli sentire vivi e ragalare loro la più bella favola che possa mai essere raccontata.
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